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AZIENDA / ISPIRAZIONE

Lì, da quelle parti, ci doveva essere la galleria d’arte di un vecchio amico

...era una di quelle giornate meravigliose di met ottobre, quando l'aria è nitida e frizzante e il cielo azzurro e senza alcuna nuvola. Mi ero preso il pomeriggio libero, avevo voglia di respirare a pieni polmoni la magia dell'autunno, e di passeggiare per la citt. Così chiesi a mia figlia, 8 anni e mezzo, di venire con me. Lei accettò subito, aveva gi finito i compiti ed era felice di avere per un po' pap tutto per sé.
Passeggiammo a lungo per la citt, lei mi raccontò della scuola, dei suoi amichetti, delle lezioni di danza e di quelle di nuoto. Passeggiammo così a lungo che ci trovammo, improvvisamente, dell'altra parte della citt. Era la zona nuova, più moderna, dove i palazzi eleganti di un'epoca ormai passata lasciavano il posto ad avveniristiche costruzioni e a grattacieli che sfioravano le stelle.
Mi venne in mente che lì, da quelle parti, ci doveva essere la galleria d'arte di un vecchio amico conosciuto all'universit. Mi aveva mandato l'invito per il vernissage d'apertura qualche mese prima, ma non ero riuscito a passare. Perché non fermarsi a salutarlo? Trovammo la galleria ed il mio vecchio amico, felicissimo di rivedermi e di conoscere mia figlia.

Mi guardai attorno: davvero, non riuscivo a capire come ciò che mi circondava si potesse definire arte.

Per me arte era un bel dipinto di Raffaello, o una scultura del Canova. Alle pareti erano appese alcune fotografie di particolari di oggetti d'uso comune: belle foto, nulla da dire, ma non ci vedevo nulla di speciale. No, non capivo come quella che vedevo attorno a me potesse essere considerata arte “ Ti piace la mostra?” chiese il mio amico: “che ne dici?” “Bellissima, davvero, sono senza parole!” balbettai, chiaramente mentendo. “E tu che ne pensi, piccolina?” il gallerista si rivolese a mia figlia. Mai chiedere ad una bambina di otto anni delle impressioni: “ Non mi piace!” fu la pronta risposta.
Alla richiesta delle motivazioni di una così spietata risposta, la bambina rispose in maniera innocente: “ Beh, non c'è nessun bel disegno esposto qui, o qualche bella scultura! Non ci vedo niente di bello in una foto di una copertina di un libro, o di una pentola!”.
Il mio amico scoppiò in una fragorosa risata, poi si chinò e guardò serio mia figlia:

“Hai ragione, hai perfettamente ragione. Ma vedi, c'è una cosa che adesso ti vorrei dire, e che forse ti aiuter a comprendere perché ho scelto di appendere queste fotografie alle pareti. L'arte non è solo un bel dipinto. Un famoso artista una volta disse che l'arte rende visibile ciò che spesso non lo è. Ed ecco, spesso non ci accorgiamo che l'arte è ovunque, che si nasconde dietro ogni oggetto costruito con cura e con impegno.”

Non è un caso che si dica che un oggetto è costruito 'a regola d'arte' quando è ben fatto. Dietro ogni segno, dietro ogni più semplice mossa che un artista fa, anche la più banale, c'è un ragionamento, c'è una disciplina, c'è un pensiero.

“Bisogna andare al di l delle cose. Ed ecco perché ho scelto queste foto: l'arte si nasconde anche dentro gli oggetti quotidiani, basta volerla vedere. E ci accorgeremo che è ovunque.”